Matematica di base · Algebra

Teorema e regola di Ruffini: zeri, fattori e scomposizione dei polinomi

Quando dividiamo un polinomio per un binomio della forma x-a, il valore P(a) permette di capire immediatamente se la divisione è esatta. Da questa osservazione nasce il teorema di Ruffini, che collega in modo diretto zeri, fattori e scomposizione dei polinomi. Vedremo inoltre come eseguire la divisione in modo abbreviato mediante la regola di Ruffini.

Livello: base Argomento: algebra Zeri e fattorizzazione

Il teorema di Ruffini

Dal teorema del resto segue immediatamente un criterio fondamentale per la fattorizzazione dei polinomi.

Teorema

Teorema di Ruffini

Sia P(x) un polinomio.

Il binomio

\displaystyle x-a

divide P(x) se e solo se

\displaystyle P(a)=0.

In simboli,

\displaystyle (x-a)\mid P(x)\quad\Longleftrightarrow\quad P(a)=0.

Infatti, per il teorema del resto, il resto della divisione di P(x) per x-a è proprio

\displaystyle P(a).

La divisione è esatta se e solo se il resto è nullo, cioè se e solo se

\displaystyle P(a)=0.

Zeri e fattori di un polinomio

Un numero a tale che

\displaystyle P(a)=0

si dice zero o radice del polinomio.

Dal teorema di Ruffini segue quindi la relazione

\displaystyle P(a)=0\quad\Longleftrightarrow\quad x-a\mid P(x).
Interpretazione

Trovare uno zero di un polinomio significa trovare un fattore lineare del polinomio.

Se

\displaystyle P(a)=0,

allora possiamo scrivere

\displaystyle P(x)=(x-a)Q(x).

Questa connessione tra zeri e fattorizzazione è uno dei motivi per cui la divisione tra polinomi è così importante.

Esempio: riconoscere un fattore

Esempio

Consideriamo

\displaystyle P(x)=x^3-6x^2+11x-6.

Vogliamo verificare se

\displaystyle x-1

è un fattore.

Calcoliamo

\displaystyle P(1)=1-6+11-6=0.

Pertanto, per il teorema di Ruffini,

\displaystyle x-1\mid P(x).

Possiamo quindi scrivere

\displaystyle P(x)=(x-1)Q(x).

Eseguendo la divisione otteniamo

\displaystyle Q(x)=x^2-5x+6.

Ma

\displaystyle x^2-5x+6=(x-2)(x-3),

quindi

\displaystyle P(x)=(x-1)(x-2)(x-3).

Come cercare gli zeri razionali di un polinomio

Quando vogliamo utilizzare il teorema di Ruffini per scomporre un polinomio, il problema principale è capire quali valori conviene provare come possibili zeri.

Consideriamo un polinomio a coefficienti interi

\displaystyle         P(x)         =         a_nx^n+a_{n-1}x^{n-1}+\cdots+a_1x+a_0,         \qquad         a_n\neq 0.

Se un numero razionale

\displaystyle \frac{p}{q},

scritto in forma ridotta, cioè con p e q coprimi, è uno zero di P(x), allora necessariamente

\displaystyle         p\mid a_0         \qquad\text{e}\qquad         q\mid a_n.
Possibili zeri razionali

In un polinomio a coefficienti interi, le radici razionali sono sempre della forma p/q, con p e q coprimi e tali che p è un divisore del termine noto a_0 e q è un divisore del coefficiente direttivo a_n.

Questa condizione permette di restringere notevolmente i valori da considerare come possibili zeri.

È però importante ricordare che si tratta di una condizione necessaria, ma non sufficiente: non tutti i numeri della forma p/q così ottenuti sono necessariamente zeri del polinomio.

Per stabilire quali lo siano effettivamente dobbiamo verificare per quali valori risulta

\displaystyle         P\left(\frac{p}{q}\right)=0.
Esempio

Consideriamo

\displaystyle           P(x)=2x^3-3x^2-8x+12.

Il termine noto è

\displaystyle a_0=12,

mentre il coefficiente direttivo è

\displaystyle a_n=2.

Se p/q è uno zero razionale, deve quindi essere

\displaystyle           p\mid 12,           \qquad           q\mid 2.

I divisori interi di 12 sono

\displaystyle           \pm1,\;\pm2,\;\pm3,\;\pm4,\;\pm6,\;\pm12,

mentre quelli di 2 sono

\displaystyle           \pm1,\;\pm2.

Dopo aver eliminato le frazioni equivalenti, i possibili zeri razionali sono quindi

\displaystyle           \pm1,\;           \pm2,\;           \pm3,\;           \pm4,\;           \pm6,\;           \pm12,\;           \pm\frac12,\;           \pm\frac32.

A questo punto possiamo verificare quali di questi valori annullino effettivamente il polinomio.

Il caso dei polinomi monici

La ricerca diventa particolarmente semplice quando il polinomio è monico, cioè quando il coefficiente del termine di grado massimo è uguale a 1.

In questo caso

\displaystyle a_n=1.

Poiché l’unico divisore positivo di 1 è 1, l’eventuale denominatore q di uno zero razionale deve essere

\displaystyle q=1.

Di conseguenza, ogni eventuale zero razionale deve essere un numero intero che divide il termine noto.

Caso particolare: polinomio monico

Se

\displaystyle           P(x)           =           x^n+a_{n-1}x^{n-1}+\cdots+a_1x+a_0

è un polinomio monico a coefficienti interi, allora ogni suo eventuale zero razionale deve essere un divisore intero del termine noto a_0.

Esempio: polinomio monico

Consideriamo

\displaystyle           P(x)=x^3-4x^2+x+6.

Poiché il polinomio è monico e il termine noto è 6, gli eventuali zeri razionali devono appartenere all’insieme

\displaystyle           \{\pm1,\pm2,\pm3,\pm6\}.

Possiamo quindi verificare questi valori senza procedere per tentativi casuali. Ad esempio,

\displaystyle           P(2)           =           2^3-4\cdot2^2+2+6           =           8-16+2+6           =           0.

Quindi 2 è uno zero del polinomio e, per il teorema di Ruffini,

\displaystyle x-2

è un fattore di P(x).

Attenzione

Il criterio precedente individua soltanto i possibili zeri razionali.

Se nessuno dei valori ottenuti annulla il polinomio, possiamo concludere che il polinomio non possiede zeri razionali, ma ciò non significa necessariamente che non abbia zeri reali o complessi.

La regola di Ruffini

Quando il divisore è della forma

\displaystyle x-a,

la divisione può essere eseguita con un procedimento abbreviato noto come regola di Ruffini.

Esempio guidato

Consideriamo

\displaystyle P(x)=2x^3-3x^2-11x+6

e dividiamolo per

\displaystyle x-3.

Nel procedimento utilizziamo soltanto i coefficienti del polinomio:

\displaystyle 2,\;-3,\;-11,\;6.

Poiché il divisore è x-3, utilizziamo il numero 3.

\displaystyle \begin{array}{r|rrrr} 3 & 2 & -3 & -11 & 6 \\ & & 6 & 9 & -6 \\ \hline & 2 & 3 & -2 & 0 \end{array}

La prima operazione consiste nel riportare il primo coefficiente: 2.

Moltiplichiamo quindi

\displaystyle 2\cdot3=6

e sommiamo al coefficiente successivo:

\displaystyle -3+6=3.

Poi

\displaystyle 3\cdot3=9,

e quindi

\displaystyle -11+9=-2.

Infine,

\displaystyle -2\cdot3=-6,

e

\displaystyle 6-6=0.

I primi tre numeri dell’ultima riga sono i coefficienti del quoziente:

\displaystyle Q(x)=2x^2+3x-2,

mentre l’ultimo numero è il resto:

\displaystyle R=0.

Pertanto

\displaystyle 2x^3-3x^2-11x+6=(x-3)(2x^2+3x-2).

Perché la regola di Ruffini funziona?

La regola di Ruffini non è una regola indipendente dalla divisione tra polinomi. È semplicemente una forma abbreviata della divisione quando il divisore è

\displaystyle x-a.
Vediamo come nasce il procedimento

Supponiamo di avere

\displaystyle P(x)=a_nx^n+a_{n-1}x^{n-1}+\cdots+a_1x+a_0

e di voler dividere per

\displaystyle x-c.

Cerchiamo un quoziente

\displaystyle Q(x)=b_{n-1}x^{n-1}+\cdots+b_1x+b_0.

Dalla relazione

\displaystyle P(x)=(x-c)Q(x)+r

e confrontando i coefficienti delle stesse potenze di x, otteniamo successivamente

\displaystyle b_{n-1}=a_n,
\displaystyle b_{n-2}=a_{n-1}+cb_{n-1},

e così via. Sono precisamente le operazioni che vengono eseguite nello schema di Ruffini.

Osservazione

La regola di Ruffini è quindi un algoritmo abbreviato per una situazione molto specifica:

\displaystyle \text{divisore della forma }x-a.

Non può essere utilizzata direttamente per dividere, ad esempio, per

\displaystyle x^2+1

oppure per

\displaystyle 2x-3

nella sua forma elementare usuale.

Attenzione al segno

Uno degli errori più frequenti nell’utilizzo della regola di Ruffini riguarda il numero da inserire nello schema.

Se il divisore è

\displaystyle x-a,

nello schema si utilizza a.

Primo caso
\displaystyle x-4\quad\longrightarrow\quad4.
Secondo caso
\displaystyle x+4=x-(-4)\quad\longrightarrow\quad-4.
Attenzione

Se il divisore è

\displaystyle x+3,

nella regola di Ruffini bisogna utilizzare -3.

Termini mancanti nella regola di Ruffini

Consideriamo

\displaystyle P(x)=x^4-5x^2+4.

Il polinomio deve essere pensato nella forma completa

\displaystyle P(x)=x^4+0x^3-5x^2+0x+4.

I coefficienti da utilizzare sono quindi

\displaystyle 1,\;0,\;-5,\;0,\;4.
Attenzione

Nella regola di Ruffini non possiamo semplicemente omettere i termini mancanti.

A ogni potenza della variabile deve corrispondere un coefficiente. Se il termine manca, il suo coefficiente è

\displaystyle 0.

Divisione, resto e valutazione del polinomio

Per il divisore x-a abbiamo visto tre concetti che in realtà descrivono lo stesso fenomeno.

Se dividiamo P(x) per x-a, allora

\displaystyle P(x)=(x-a)Q(x)+P(a).

Questa formula contiene contemporaneamente:

  • il teorema della divisione;
  • il teorema del resto;
  • il teorema di Ruffini.

Infatti,

\displaystyle P(a)=0

se e solo se

\displaystyle P(x)=(x-a)Q(x),

cioè se e solo se

\displaystyle x-a

è un fattore di P(x).

Un esempio completo

Esempio svolto

Consideriamo

\displaystyle P(x)=x^3-4x^2+x+6.

Cerchiamo se tra i numeri interi semplici esiste uno zero.

Proviamo

\displaystyle x=2.

Otteniamo

\displaystyle P(2)=8-16+2+6=0.

Quindi

\displaystyle x-2

è un fattore di P(x).

Applichiamo Ruffini:

\displaystyle \begin{array}{r|rrrr} 2 & 1 & -4 & 1 & 6 \\ & & 2 & -4 & -6 \\ \hline & 1 & -2 & -3 & 0 \end{array}

Pertanto

\displaystyle P(x)=(x-2)(x^2-2x-3).

Il secondo fattore può essere ulteriormente scomposto:

\displaystyle x^2-2x-3=(x-3)(x+1).

Quindi

\displaystyle P(x)=(x-2)(x-3)(x+1).

Gli zeri del polinomio sono dunque

\displaystyle 2,\qquad3,\qquad-1.

Errori frequenti

Errori da evitare
  • I polinomi devono essere ordinati rispetto alle potenze della variabile.
  • I termini mancanti devono essere rappresentati mediante coefficienti nulli.
  • La divisione termina soltanto quando il grado del resto è minore del grado del divisore.
  • Nella sottrazione bisogna cambiare correttamente il segno di tutti i termini del polinomio che viene sottratto.
  • La regola di Ruffini, nella sua forma standard, si applica soltanto a divisori della forma
    \displaystyle x-a.
  • Se il divisore è x+a, nello schema di Ruffini si utilizza il numero -a.
Hai finito la lezione. Ora sai usare il teorema di Ruffini per riconoscere fattori lineari, individuare i possibili zeri razionali, applicare la regola di Ruffini e collegare zeri, resto e scomposizione di un polinomio.
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