Teorema e regola di Ruffini: zeri, fattori e scomposizione dei polinomi
Quando dividiamo un polinomio per un binomio della forma
, il valore
permette di capire
immediatamente se la divisione è esatta. Da questa osservazione nasce il
teorema di Ruffini, che collega in modo diretto zeri,
fattori e scomposizione dei polinomi. Vedremo inoltre come eseguire la
divisione in modo abbreviato mediante la regola di Ruffini.
Il teorema di Ruffini
Dal teorema del resto segue immediatamente un criterio fondamentale per la fattorizzazione dei polinomi.
Teorema di Ruffini
Sia
un polinomio.
Il binomio
divide
se e solo se
In simboli,
Infatti, per il teorema del resto, il resto della divisione di
per
è proprio
La divisione è esatta se e solo se il resto è nullo, cioè se e solo se
Zeri e fattori di un polinomio
Un numero
tale che
si dice zero o radice del polinomio.
Dal teorema di Ruffini segue quindi la relazione
Trovare uno zero di un polinomio significa trovare un fattore lineare del polinomio.
Se
allora possiamo scrivere
Questa connessione tra zeri e fattorizzazione è uno dei motivi per cui la divisione tra polinomi è così importante.
Esempio: riconoscere un fattore
Consideriamo
Vogliamo verificare se
è un fattore.
Calcoliamo
Pertanto, per il teorema di Ruffini,
Possiamo quindi scrivere
Eseguendo la divisione otteniamo
Ma
quindi
Come cercare gli zeri razionali di un polinomio
Quando vogliamo utilizzare il teorema di Ruffini per scomporre un polinomio, il problema principale è capire quali valori conviene provare come possibili zeri.
Consideriamo un polinomio a coefficienti interi
Se un numero razionale
scritto in forma ridotta, cioè con
e
coprimi, è uno zero di
, allora necessariamente
In un polinomio a coefficienti interi, le radici razionali sono
sempre della forma
, con
e
coprimi e tali che
è un divisore
del termine noto
e
è un divisore
del coefficiente direttivo
.
Questa condizione permette di restringere notevolmente i valori da considerare come possibili zeri.
È però importante ricordare che si tratta di una
condizione necessaria, ma non sufficiente: non tutti i
numeri della forma
così ottenuti sono necessariamente
zeri del polinomio.
Per stabilire quali lo siano effettivamente dobbiamo verificare per quali valori risulta
Consideriamo
Il termine noto è
mentre il coefficiente direttivo è
Se
è uno zero razionale, deve quindi essere
I divisori interi di
sono
mentre quelli di
sono
Dopo aver eliminato le frazioni equivalenti, i possibili zeri razionali sono quindi
A questo punto possiamo verificare quali di questi valori annullino effettivamente il polinomio.
Il caso dei polinomi monici
La ricerca diventa particolarmente semplice quando il polinomio è
monico, cioè quando il coefficiente del termine di
grado massimo è uguale a
.
In questo caso
Poiché l’unico divisore positivo di
è
, l’eventuale denominatore
di uno zero
razionale deve essere
Di conseguenza, ogni eventuale zero razionale deve essere un numero intero che divide il termine noto.
Se
è un polinomio monico a coefficienti interi, allora ogni suo
eventuale zero razionale deve essere un divisore intero del termine
noto
.
Consideriamo
Poiché il polinomio è monico e il termine noto è
,
gli eventuali zeri razionali devono appartenere all’insieme
Possiamo quindi verificare questi valori senza procedere per tentativi casuali. Ad esempio,
Quindi
è uno zero del polinomio e, per il teorema di
Ruffini,
è un fattore di
.
Il criterio precedente individua soltanto i possibili zeri razionali.
Se nessuno dei valori ottenuti annulla il polinomio, possiamo concludere che il polinomio non possiede zeri razionali, ma ciò non significa necessariamente che non abbia zeri reali o complessi.
La regola di Ruffini
Quando il divisore è della forma
la divisione può essere eseguita con un procedimento abbreviato noto come regola di Ruffini.
Consideriamo
e dividiamolo per
Nel procedimento utilizziamo soltanto i coefficienti del polinomio:
Poiché il divisore è
, utilizziamo il numero
.

La prima operazione consiste nel riportare il primo coefficiente:
.
Moltiplichiamo quindi
e sommiamo al coefficiente successivo:
Poi
e quindi
Infine,
e
I primi tre numeri dell’ultima riga sono i coefficienti del quoziente:
mentre l’ultimo numero è il resto:
Pertanto
Perché la regola di Ruffini funziona?
La regola di Ruffini non è una regola indipendente dalla divisione tra polinomi. È semplicemente una forma abbreviata della divisione quando il divisore è
Vediamo come nasce il procedimento
Supponiamo di avere
e di voler dividere per
Cerchiamo un quoziente
Dalla relazione
e confrontando i coefficienti delle stesse potenze di
, otteniamo successivamente
e così via. Sono precisamente le operazioni che vengono eseguite nello schema di Ruffini.
La regola di Ruffini è quindi un algoritmo abbreviato per una situazione molto specifica:
Non può essere utilizzata direttamente per dividere, ad esempio, per
oppure per
nella sua forma elementare usuale.
Attenzione al segno
Uno degli errori più frequenti nell’utilizzo della regola di Ruffini riguarda il numero da inserire nello schema.
Se il divisore è
nello schema si utilizza
.
Se il divisore è
nella regola di Ruffini bisogna utilizzare
.
Termini mancanti nella regola di Ruffini
Consideriamo
Il polinomio deve essere pensato nella forma completa
I coefficienti da utilizzare sono quindi
Nella regola di Ruffini non possiamo semplicemente omettere i termini mancanti.
A ogni potenza della variabile deve corrispondere un coefficiente. Se il termine manca, il suo coefficiente è
Divisione, resto e valutazione del polinomio
Per il divisore
abbiamo visto tre concetti che in realtà descrivono lo stesso fenomeno.
Se dividiamo
per
, allora
Questa formula contiene contemporaneamente:
- il teorema della divisione;
- il teorema del resto;
- il teorema di Ruffini.
Infatti,
se e solo se
cioè se e solo se
è un fattore di
.
Un esempio completo
Consideriamo
Cerchiamo se tra i numeri interi semplici esiste uno zero.
Proviamo
Otteniamo
Quindi
è un fattore di
.
Applichiamo Ruffini:

Pertanto
Il secondo fattore può essere ulteriormente scomposto:
Quindi
Gli zeri del polinomio sono dunque
Errori frequenti
- I polinomi devono essere ordinati rispetto alle potenze della variabile.
- I termini mancanti devono essere rappresentati mediante coefficienti nulli.
- La divisione termina soltanto quando il grado del resto è minore del grado del divisore.
- Nella sottrazione bisogna cambiare correttamente il segno di tutti i termini del polinomio che viene sottratto.
- La regola di Ruffini, nella sua forma standard, si applica soltanto a divisori della forma

- Se il divisore è
, nello schema di Ruffini si utilizza il numero
.
Riepilogo
Un numero
è uno zero di
se e solo se
è un fattore del polinomio.
È un procedimento abbreviato per dividere un polinomio per un divisore della forma
.
Questa relazione collega divisione tra polinomi, teorema del resto, zeri e fattorizzazione.